la cremazione

La cremazione: come funziona e a chi rivolgersi?

La cremazione è una pratica in continuo aumento: solo nel 2018 le cremazioni sono state più di 200.000. Sempre più persone, infatti, decidono di optare per la cremazione e la inseriscono tra le volontà da espletare dopo la loro morte (lasciando una specie di testamento – anche verbale – alle persone care, nella speranza che esaudiscano il loro desiderio).

In Europa, quasi il 40% delle persone scelgono la cremazione. Ma cosa c’è dietro questa scelta? Una ragione etica? Economica? Culturale? Cerchiamo di capirlo insieme.

Che cos’è la cremazione?

La cremazione è un trattamento che si riserva ai cadaveri e che avviene, come è noto, all’interno di un forno crematorio: il cadavere si prepara ad entrare all’interno di un forno, dove il corpo viene bruciato e ridotto in cenere e successivamente conservato in un’urna, che può essere conservata in casa o al cimitero. Le ceneri, dove necessario, possono anche essere disperse, ma per ogni “conservazione” c’è una regola molto rigida da seguire (anche e soprattutto per ragioni igieniche). Vedremo insieme a breve.

La pratica della cremazione avviene da millenni: ce ne sono testimonianze in epoca romana, greca, egizia, etrusca. Secondo la religione cattolica, però, è ancora un po’ troppo borderline per essere accettata completamente. C’è chi la consente ma ne richiede la sepoltura delle ceneri, chi vieta tassativamente di disperdere le ceneri in un luogo deputato, chi vieta categoricamente la cremazione perché crede nel rispetto dell’integrità corporea.

Il desiderio della cremazione, oggi, può avvenire attraverso un testamento scritto o un accordo verbale con un parente molto stretto, che farà le veci della persona scomparsa al momento della decisione da prendere. La cremazione si evita solo in caso di volontà contraria espressa direttamente dal defunto, altrimenti è una pratica assolutamente consentita anche in mancanza di certificazioni.

Le ceneri, una volta prodotte, vanno conservate in un’urna, che varia a seconda dei desideri della famiglia. Se l’urna rimane al cimitero, deve seguire determinati criteri; se, invece, si decide di conservarla in casa, l’urna deve essere blindata e accompagnata da un’autorizzazione del comune di residenza. È anche possibile disperdere le ceneri, ma è necessario chiedere alle onoranze funebri che se ne occupano una lista dei luoghi deputati in cui è concessa la dispersione.